Bella Italia, terra d'arte e di cultura. Bella sì l'Italia, ma qualcosa manca...
D'arte ne abbiamo fin dove vogliamo, in tutti gli ambiti, in eccesso, in sovrappiù, ma...
Come mai il nostro paese ha un tale, gigantesco patrimonio artistico?
La risposta è semplice e breve: in passato signorotti e papisti hanno speso molto, molto sostenuto e si sono circondati d'intelletti.
E' la cultura possibile nell'odierno deserto
italiano dei denari per tutto quel che non ha forti appoggi?
Non lo è, non lo è neanche la scienza, perché non c'è né privato né pubblico denaro che scenda per facili e trasparenti vie da chi li avrebbe da dare a chi li potrebbe mettere a frutto. Eh, no!
Trasparenza? Ma non ne parliamo. Facilità:
borbonica Italia, che te ne fai, della facilità?
Altri (pensiamo ai tedeschi) languono e si lamentano perché presto i soldi che fin'ora sono stati distribuiti a piene mani da... be', la lista è lunga: piccoli comuni, miriadi di fondazioni private, industrie, commercianti... ecc. Distribuiti, dicevo, a piene mani, direttamente a quelli che cultura la fanno o cercano di farla presto diminuiranno, se non spariranno. E da noi?
Da noi non ci sono mai stati. Se vi volete fare due risate, andate a vedere come vengono usati i soldi del ministero dei beni culturali. Soprattutto i soldi per il cinema.
Se sei nato in
italia, si sa, parti già da una posizione svantaggiata, se in
italia decidi poi di viverci (si può vivere anche altrove) le tue speranze crollano.
Non è mica un problema di cattivi potenti, di intenzionali boicottaggi, no... E' una questione di piccineria culturale, di incompetenza degli amministratori, ve lo dico io.
Mica possono pensare, questi figuri, che la cultura la si fa dando la possibilità di sopravvivere a chi la dovrebbe fare. No! Figurarsi.
Meglio rutilanti manifestazioni di piazza, grandi sperperi di denaro per iniziative evanescenti ed inutili.
Fa più immagine.
Non c'è, e questa è una vera
carenza, e non si spera che sia nel prossimo futuro, un finanziamento alla cultura diffuso e trasparente, in Italia. No. Non c'è.
Come dicevo: altrove anche il più caccola dei comuni, dà un po' dei suoi soldi... a chi? Agli artisti, agli organizzatori. Senza troppi sotterfugi, senza troppi rigiri. Te li danno o non te li danno e pace.
Ma, in Italia, quelli che si dovrebbero più vergognare sono gli imprenditori!
Maledetti panzoni! Pieni di sego anche nel cervello, non solo ci fanno affondare intascandosi i sovraguadagni che hanno fatto in epoca di vacche grasse, guardandosi bene dal reinvestirli nelle loro stesse aziende, no!, ma non hanno neanche il buon gusto di pensare a cosa, con quei denari potrebbero farci. Una fondazione? Eh mica sono una banca, io!
Ma, d'altra parte, chi te li ripaga poi quei soldi buttati al vento? Mica li posso detrarre dalle tasse, soprattutto se non le pago...
Banche (e fondazioni), padroncini e uno stato
borbonico. Come mai stiamo andando a fondo? La risposta è nelle virgole...